Giampilieri (ME) un mese dopo la tragedia alluvionale che ha distrutto il paese. Abbandonati dai media, gli abitanti si chiedono: la nostra è una catastrofe di serie B?
I ragazzi della rete 3.32, che costituisce - con lo spazio allestito nel parco Unicef di Via Strinella - uno dei pochi luoghi di aggregazione sociale accessibili in città, hanno bisogno di una sede per l’inverno.
La decisione si orienta verso uno stabile in disuso da anni, che fa parte dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

“Nei cinque mesi successivi al sisma il Parco Unicef ha ospitato centinaia di iniziative culturali ed artistiche e ha rappresentato un presidio permanente democratico per i cittadini aquilani. È stato il punto di incontro dei comitati cittadini nati spontaneamente dopo il sisma, ha spesso rappresentato l’unica alternativa per una socialità al di fuori delle logiche di mercato, sportello permanentemente aperto per i cittadini che avevano bisogno di risposte o semplicemente di ascolto.
L’autocostruzione di un medialab/internet point gratuito e accessibile per tutti, uno sportello legale, un punto di ascolto e aggregazione per le donne sono stati progetti che hanno animato questo parco rendendolo piazza di tutti, per tutti.
Decine di giovani e meno giovani hanno trovato qui accoglienza al di fuori dell’assistenzialismo della protezione civile e dei campi tenda, punto di ricovero per chi, rientrato nelle case del quartiere, aveva paura delle continue scosse.
L’arrivo dell’inverno e del freddo non può fermare queste attività.
Dopo reiterate richieste agli enti locali di uno spazio idoneo ad ospitare questa realtà ad oggi non abbiamo ricevuto risposte. Per questi motivi abbiamo deciso di recuperare uno stabile in disuso da tempo, all’interno del complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico dell’Aquila con l’intento di restituirlo alla collettività.
La legge 180/1978 da più di 30 anni ha imposto la chiusura degli ospedali psichiatrici. Una volta dimessi i pazienti, l’ospedale psichiatrico di Collemaggio ha attraversato anni di degrado e parziale utilizzo. Solo alcuni edifici prima del sisma sono stati utilizzati in maniera appropriata. Il Progetto Obiettivo per la tutela della salute mentale già dal 1994 sancisce che gli ex ospedali psichiatrici devono essere riqualificati, adibiti ad altro uso, venduti o affittati ed il ricavato deve essere devoluto per progetti sulla salute mentale. Questo è stato solo parzialmente fatto (vendita all’Accademia dell’Immagine o la riqualificazione di altri spazi ma adibiti esclusivamente ad uso sanitario).
Oggi più di ieri il processo di riqualificazione dell’ex Ospedale Santa Maria di Collemaggio non si può né si deve interrompere. L’emergenza abitativa e di nuovi spazi pubblici e sociali è una priorità assoluta.
La migliore riqualificazione in un momento come questo è quella di aprire spazi per la cittadinanza, far rivivere un posto altrimenti morto.
Ci impegniamo entro 14 giorni a presentare il progetto tecnico, ad affrontare le spese per la messa in sicurezza dello stabile e quelle l’esecuzione del progetto. Siamo anche disponibili a concordare un affitto purchè il ricavato vada esclusivamente a progetti per la salute mentale come definito dal suddetto Progetto Obiettivo sulla salute mentale.
Vorremmo attivare collaborazioni con il Dipartimento di Salute Mentale per gestire insieme agli utenti psichiatrici attività socializzanti e risocializzanti, progetti volti all’integrazione sociale e lavorativa di tutte le persone. In un momento in cui i campi tenda vengono smantellati, la protezione civile dà chiaro segnale della fine dell’assistenza, e a molti aquilani viene offerta come unica alternativa la deportazione in altre città e province, troviamo normale e sano poter continuare a vivere e a far vivere questa città con le risorse umane e materiali che ancora possiede. Vogliamo restare per contribuire alla rinascita sociale del territorio. Solo così è possibile una ricostruzione partecipata, senza perdere la dignità. Un piccolo segnale di cittadini e cittadine che si riprendono la città.”
Gli sfollati del campo di Piazza d’Armi, la tendopoli più grande di L’Aquila, raccontano come stanno avvenendo lo smantellamento del campo e la destinazione degli sfollati: lamentano il poco preavviso, la mancata partecipazione della cittadinanza alle decisioni e il fatto che le persone vengono anche dislocate in posti lontani e disagevoli rispetto alle loro esigenze.
Come previsto, con l’arrivo di settembre è iniziato il lento smantellato delle tendopoli che si trovano nell’Aquilano. Una di queste è la tendopoli di San Giovanni di Lucoli, un piccolo paese di montagna. La cosa ridicola è che, a quanto riferiscono gli sfollati, i lavori di manutenzione più grossi sono stati effettuati a ridosso della chiusura: canali di scolo puliti, restauri alla cucina, asfaltatura, montaggio dell’ombreggiante. Oltretutto le C.A.S.E. da costruirsi nel comune di Lucoli sono ancora lontane dall’essere pronte: i tre siti in cui costruirli sono stati individuati da poco, e pare che i lavori siano iniziati in uno solo.
A L’Aquila ormai l’inverno si avvicina: moltissime persone si stanno arrangiando con i propri mezzi, acquistando casette prefabbricate, container, risistemando i garage per renderli abitabili. Purtroppo le C.A.S.E. e i posti letto della Caserma della Guardia di Finanza non basteranno per tutti coloro che non hanno la casa agibile, oppure agibile ma non abitabile, quindi tanti saranno costretti a utilizzare sistemazioni di fortuna.
Le condizioni disumane in cui sono costretti i più di 800 rifugiati e migranti nel centro di detenzione di Pagani, isola di Lesvos, Grecia. Tra loro 300 bambini; il 18 agosto 160 tra loro hanno iniziato uno sciopero della fame chiedendo di essere liberati.
Uno scontro tra un agente in borghese delle forze dell’ordine e alcuni cittadini aquilani ai quali è stato tolto uno striscione. Volevano esporlo davanti alla Scuola della Guardia di Finanza di Coppito, durante la conferenza stampa di Silvio Berlusconi, all’Aquila per innalzare il tricolore su uno dei moduli abitativi del progetto C.A.S.E.
Fonte: YouDem.tv
La cronaca prima durante e dopo il giorno del terremoto attraverso gli status su Facebook degli aquilani.
“Via Achille Tedeschi, enclave dell’inferno” | da: “Un posto dove appendere il cappello” | post e foto di Lorenzo Cairoli | 27 luglio 2009
[…] La zona diventa un immenso cantiere a cielo aperto e per le sei famiglie la vita già precaria e complicata si trasforma subito in un incubo. Dagli scavi per la rete fognaria della Maranella esplode l’emergenza ratti. Alessandro Scermino, che di queste famiglie è il portavoce, mi confida: “Di certi ratti mi sogno ancora di notte le loro bocche”. Me li descrive grandi come faine. “Ne abbiamo trovati un paio anche sul tetto. E la sera li sentiamo grattare i soffitti. Come se ci stessero assediando. Questi non sono topi di campagna, questi li hanno vomitati le fogne. Gli operai scavavano, non richiudevano le buche e loro sono usciti a migliaia, a infestare la nostra terra”. Alessandro e il suo comitato cominciano a bombardare la USL, i vigili urbani, l’assessore Campana perchè intervengano. ‘I vigili si schifano a venire qua. Non s’azzardano a scendere dalle loro auto, stanno chiusi in macchina per ore con l’aria condizionata accesa. La Campana invece ha avuto il coraggio di venire da noi, di sedersi dove adesso sei seduto tu, ma è scappata quasi subito, tormentata dalle zanzare”
Con un interessante seguito sulle “piscine della vergogna” a Pietralata.
un medico dell’Ospedale San Martino di Genova risponde ad alcune delle domande più frequenti sull’influenza suina
Norme di comportamento e decoro “richieste” agli aquilani in tempo di G8.
Il contributo viene da appuntiepretesti di Massimo Giuliani, preziosa fonte di informazioni e riflessioni sulle condizioni della città e dei suoi abitanti.
terza notte di violenze a Firminy, vicino Saint-Etienne in Francia, dopo il suicidio in cella di un giovane mentre era in arresto in una indagine per estorsione.
il ministro degli interni francese ha confermato trattarsi di suicidio, ipotesi alla quale nè la sua famiglia nè i suoi amici credono.
SCONTRI NELLE BANLIEU DI SANT’ETIENNE. DIVERSI I FERITI
Ricominciano le proteste in Francia.
Per la terza notte consecutiva Firminy, banlieue di Sant’Etienne, città del sud est della Francia, è stata scossa dalle violenze.
Gli incidenti fra giovani e forze dell’ordine sono iniziati subito dopo la morte di Mohamed Benmouna, 21 anni, avvenuta all’interno del commissariato di polizia dove si trovava in stato di fermo……
Il blog di Anna è una vera fonte di contro informazione. di news dal basso. ce ne fossero di blog come il suo sparsi dappertutto. ecco il report di Anna sulla giornata odierna.
Berlusconi tiene una conferenza stampa al G8 de L’Aquila (8 luglio) in cui non è permesso ai giornalisti porre domande.
Alla fine della conferenza da parte di alcuni presenti si sentono addirittura degli applausi (non si sa se da giornalisti accreditati o altri presenti).