L’accordo “fracasado”

“Este acuerdo es letra muerta. Su incumplimiento (por parte de Micheletti) lo ha hecho fracasar”

Queste le parole, in un’intervista a radio Globo alcune ore fa, pronunciate dal presidente costituzionalmente eletto, Manuel Zelaya ancora dall’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa.
L’accordo, firmato il 30 di ottobre, al punto 5, prevedeva il reinsediamento del presidente deposto e la formazione di un governo di unità nazionale.

Anche il fronte di resistenza al golpe, in un suo comunicato, giovedi aveva ribadito che il ritorno al potere di Zelaya era uno dei punti fondamentali perché l’accordo, mediato da una commissione comprendente l’ex presidente cileno Ricardo Lagos e la ministra del lavoro statunitense Hilda Solís, potesse essere applicato.

Da parte sua il governo di Micheletti, intorno alla mezzanotte di ieri, ha invece annunciato la formazione di un suo governo di unità nazionale, senza la partecipazione di Zelaya e senza che ci sia stata una votazione da  parte del Congresso.

Mentre il tornado Ida, dopo aver attraversato il Nicaragua, si approssima alle frontiere onduregne, nubi ancora più scure si addensano sulle prossime ore: radio Globo sta dando notizia anche adesso di morti in seguito alla repressione della polizia nei confronti dei sostenitori del presidente Zealaya che continuano a manifestare e a protestare per la violazione dell’accordo.

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Zelaya è ancora all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, senza luce nè acqua da diverse ore ormai.Il governo golpista ha ufficialmente dichiarato che non entrerà in territorio brasiliano ma ci sono voci che parlano di un blackout nazionale sia elettrico che telefonico previsto per questa notte.
E’ stato esteso ulteriormente il coprifuoco fino a domattina alle 6am.

Zelaya è ancora all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, senza luce nè acqua da diverse ore ormai.
Il governo golpista ha ufficialmente dichiarato che non entrerà in territorio brasiliano ma ci sono voci che parlano di un blackout nazionale sia elettrico che telefonico previsto per questa notte.

E’ stato esteso ulteriormente il coprifuoco fino a domattina alle 6am.

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La situazione peggiora in Honduras, la polizia circonda l’ambasciata brasiliana dall’alba utilizzando gas lacrimogeni, dissuasori sonori e cariche per disperdere i sostenitori di Zelaya che manifestano in massa nonostante il coprifuoco.L’energia elettrica e qualsiasi altro approvigionamento è ancora sospeso in quella zona di Tegucigalpa.
I militari stanno circondando gli studi di radio e tv che ancora riescono a trasmettere notizie (anche via internet)
Zelaya in diretta su Radio Globo HN: la situazione si risolverà in queste ore, il tempo gioca a nostro sfavore.
Hillary Clinton durante il colloquio col presidente del Costa Rica Arias: “ora che il Presidente Zelaya è tornato sarebbe opportuno che torni in carica”

La situazione peggiora in Honduras, la polizia circonda l’ambasciata brasiliana dall’alba utilizzando gas lacrimogeni, dissuasori sonori e cariche per disperdere i sostenitori di Zelaya che manifestano in massa nonostante il coprifuoco.
L’energia elettrica e qualsiasi altro approvigionamento è ancora sospeso in quella zona di Tegucigalpa.

I militari stanno circondando gli studi di radio e tv che ancora riescono a trasmettere notizie (anche via internet)

Zelaya in diretta su Radio Globo HN: la situazione si risolverà in queste ore, il tempo gioca a nostro sfavore.

Hillary Clinton durante il colloquio col presidente del Costa Rica Arias: “ora che il Presidente Zelaya è tornato sarebbe opportuno che torni in carica

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Manuel Zelaya è riuscito a tornare in Honduras ed è all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa.Il deposto presidente onduregno è riuscito a salutare i suoi sostenitori da un balcone, ha rilasciato interviste alla stampa straniera e conta di incontrare i rappresentanti della resistenza.Ma dopo la diffusione della notizia i militari hanno istituito un coprifuoco dalle 4pm fino alle 7am (in questo momento sono le 6.25pm) e la rete telefonica cellulare ha smesso di funzionare.
Micheletti interrompe i programmi radio-tv per parlare, afferma che Zelaya vuole ostacolare le elezioni di novembre e avverte il Brasile di non immischiarsi a queste vicende che sono interne e non internazionali.
Subito dopo è stata staccata l’energia elettrica nella zona dell’ambasciata brasiliana coinvolgendo anche diverse radio e canali tv.
Rappresentanti degli insegnanti proclamano uno sciopero generale fino a tempo indefinito.

Manuel Zelaya è riuscito a tornare in Honduras ed è all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa.
Il deposto presidente onduregno è riuscito a salutare i suoi sostenitori da un balcone, ha rilasciato interviste alla stampa straniera e conta di incontrare i rappresentanti della resistenza.
Ma dopo la diffusione della notizia i militari hanno istituito un coprifuoco dalle 4pm fino alle 7am (in questo momento sono le 6.25pm) e la rete telefonica cellulare ha smesso di funzionare.

Micheletti interrompe i programmi radio-tv per parlare, afferma che Zelaya vuole ostacolare le elezioni di novembre e avverte il Brasile di non immischiarsi a queste vicende che sono interne e non internazionali.

Subito dopo è stata staccata l’energia elettrica nella zona dell’ambasciata brasiliana coinvolgendo anche diverse radio e canali tv.

Rappresentanti degli insegnanti proclamano uno sciopero generale fino a tempo indefinito.

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Il deposto presidente onduregno Zelaya ha incontrato oggi a Washington il Segretario di Stato Hillary Clinton.
Il Dipartimento di Stato USA ha già definito come “golpe” la vicenda ma sta valutando l’ipotesi di classificarla ufficialmente come “colpo di stato militare”.
In tal caso, oltre ai tagli commerciali già decisi e a ritorsioni diplomatiche, verrebbero tagliati la maggior parte dei rapporti commerciali bilaterali.
Queste sanzioni però non coinvolgerebbero gli aiuti classificati come umanitari e i fondi utilizzati per sostenere la democrazia nel mondo.
Gli USA hanno in Honduras una base aerea militare utilizzata fino ad oggi per missioni umanitarie e di addestramento.

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Mercoledi 5 agosto gli studenti della Universidad Nacional Autonoma de Honduras (UNAH) di Tegucigalpa che stavano protestando contro il governo de facto di Micheletti si sono scontrati con la polizia anti sommossa che ha usato las lacrimogeni, idranti e le maniere forti sia fuori che dentro l’università.
Era dagli anni ottanta la polizia non violava l’autonomia delle università: la stessa rettora della UNAH è stata aggredita, gettata a terra e picchiata dalla polizia, insieme ad altri docenti intervenuti insieme a lei nel tentativo di riportare la situazione alla calma.

I video caricati da peeludo sul suo canale YouTube mostrano minuti differenti della situazione all’interno della UNAH: dalla contestazione al candidato liberale Elvin Santos alla reazione violenta delle sue guardie del corpo, dall’irruzione della polizia a uno studente ferito.

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Roger Abraham Vallejo Cerrado*, 38 anni, insegnante delle scuole superiori, è morto all’ospedale Escuela di Tegucigalpa stanotte per la pallottola in testa ricevuta durante la repressione, da parte della polizia e dei militari, delle manifestazioni di protesta contro il golpe di giovedi mattina a el Durazno, vicino a Tegucigalpa.Qui un video dove si vedono uomini della polizia incappucciati fare caroselli, pistola alla mano, con jeep e camion. Si sentono distintamente diversi colpi di arma da fuoco mentre i mezzi militari se ne vanno. Poi il videomaker di Canal 7, tv pubblica argentina, si avvicina a un gruppo di persone in strada: in mezzo a loro, per terra, c’è il corpo di Roger Vallejo con la fronte insanguinata. Qualcuno cerca di tamponare come può la ferita mentre altri urlano di trovare una macchina.
La violenta repressione ha causato decine di feriti e moltissimi arresti tra cui diversi leader del fronte di resistenza al colpo di stato come Carlo H. Reyes, candidato presidenziale e leader sindacale che si troverebbe piantonato in ospedale per le percosse ricevute.
* l’istantanea della diretta postata ieri su TwitPic mostra proprio il corpo dell’insegnante a terra pochi secondi dopo lo sparo che lo ha ucciso.

Roger Abraham Vallejo Cerrado*, 38 anni, insegnante delle scuole superiori, è morto all’ospedale Escuela di Tegucigalpa stanotte per la pallottola in testa ricevuta durante la repressione, da parte della polizia e dei militari, delle manifestazioni di protesta contro il golpe di giovedi mattina a el Durazno, vicino a Tegucigalpa.
Qui un video dove si vedono uomini della polizia incappucciati fare caroselli, pistola alla mano, con jeep e camion. Si sentono distintamente diversi colpi di arma da fuoco mentre i mezzi militari se ne vanno. Poi il videomaker di Canal 7, tv pubblica argentina, si avvicina a un gruppo di persone in strada: in mezzo a loro, per terra, c’è il corpo di Roger Vallejo con la fronte insanguinata. Qualcuno cerca di tamponare come può la ferita mentre altri urlano di trovare una macchina.

La violenta repressione ha causato decine di feriti e moltissimi arresti tra cui diversi leader del fronte di resistenza al colpo di stato come Carlo H. Reyes, candidato presidenziale e leader sindacale che si troverebbe piantonato in ospedale per le percosse ricevute.

* l’istantanea della diretta postata ieri su TwitPic mostra proprio il corpo dell’insegnante a terra pochi secondi dopo lo sparo che lo ha ucciso.

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Che cosa pensano della situazione in Honduras gli immigrati onduregni che vivono a New York? Nei fine settimana una parte consistente della comunità onduregna si ritrova al Ferry Point Park nel Bronx dove tra grigliate sul prato e partite di calcio si parla anche del colpo di stato, di Manuel Zelaya, dell’oligarchia di 50 famiglie e di lavoratori.

Un video prodotto da Joseph Huff-Hannon e Marcos Meconi per The Nation | YouTube Channel.

[Nota: non è una fonte social media pura, ma l’assenza di voce off e l’originalità delle fonti la rendono molto prossima alla notizia dal basso]

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Sui twitter c’è chi parla di bombe lacrimogene lanciate dagli elicotteri, la polizia carica e aggredisce i dimostranti (tra cui molti insegnanti) che manifestavano sulla strada all’altezza di Durazno, all’uscita per Tegucigalpa.

Ancora dai twitter: scrivono che ci sono stati 250 arresti a Olancho durante un’occupazione stradale stamattina. Tra loro anche Carlos H. Reyes, candidato presidenziale e presidente dello STIBYS (Sindicato de Trabajadores de la Industria de las Bebidas y Similares) che sarebbe stato arrestato e violentemente aggredito dalla polizia. Arrestato anche Juan Barahona, dirigente di Bloque Popular.

UPDATE:

Diretta interrotta per 5 minuti: qui un’istantanea dello schermo che qualcuno ha postato su TwitPic.

Ritornata la diretta: si sente la voce dell’inviato e si vedono uomini e donne feriti, caricati su barelle e portati all’ospedale da dove arrivano le immagini ora (Hospital Escuela di Tegucigalpa)

Dai twitter si apprende che la polizia ha sparato sulla manifestazione pacifica; all’ospedale di Tegucigalpa si vedono arrivare dimostranti insanguinati, alcuni sarebbero gravi.

[fine diretta]

Ancora dai twitter si apprende che Maria del Rosario Reyes Torres, Olga Mariana Reyes Torres e Sonia Pantojas dell’associazione Feministas en Resistencia de Honduras sono state arrestate oggi.

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Le foto di Pedro Magdiel Muñoz Salvador, 23 anni, il giovane manifestante del Fronte Nazionale contro il colpo di stato in Honduras, torturato e assassinato nella notte tra venerdi e sabato, dopo essere stato arrestato dalla polizia a El Paraiso.
[Fonte: tortillaconsal.com ]

Qui un comunicato del The Committee of Relatives of the Disappeared in Honduras contro la repressione e la disinformazione dei media ufficiali onduregni.

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Da più di due giorni Manuel Zelaya, si trova alla frontiera tra il Nicaragua e l’Honduras, nella zona intorno a Ocotal, dove molti suoi sostenitori, nonostante il coprifuoco continui, sono arrivati ad accoglierlo passando attraverso le montagne. Deciso a rimanere a Ocotal fino a quando non gli sarà permesso di rientrare in patria, Zelaya ha chiesto agli Stati Uniti di “affrontare con forza la dittatura” e “mantenersi saldi” nei confronti del governo ‘de facto’. (fonte: internationalia.net)

Qualche giorno fa le forze armate onduregne hanno fatto sapere, attraverso un comunicato ufficiale, che non useranno metodi eccessivi contro i sostenitori del presidente Zelaya. ”Non spareremo sulla nostra gente”, ha dichiarato a Radio Globo il generale Romeo Vasquez, capo delle forze armate. (audio dell’intervista)

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La diretta video - Fernando Francia via Ustream - dalla casa presidenziale a San Jose per la conferenza stampa di Oscar Arias.

UPDATE:

16.45: le delegazioni sono arrivate, ma la dichiarazione di Arias tarda ancora. Inizialmente la dichiarazione era stata annunciata per le tre del pomeriggio, era stata spostata alle 16. Intanto fernandofrancia fa il punto della situazione, controlla l’audio e l’inquadratura testandolo grazie ai twitter che lo seguono in diretta.

- La dichiarazione di Arias (“Acuerdo de San Jose”) di Arias inizia con una citazione di Ibsen.

- “O la vittoria sarà per tutti e due o non sarà una vittoria” (Oscar Arias)

- Già disponibile online, mentre ancora Arias parla, il documento consegnato ai giornalisti, (Acuerdo de San José | via TwitDoc)

- Rispondendo alla domanda di una giornalista Arias cita Kant dicendo che quando non si va avanti non si può che indietreggiare (“si no se avanza se retrocede”)

-la portavoce della delegazione di Zelaya, pur ringraziando la dedizione e l’interesse di Oscar Arias, dice “propuesta de San José ha fracasado”: si aprono scenari ignoti.

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Il Frente Nacional de la Resistencia al Golpe de Estado en Honduras riunito in assemblea ha riaffermato la sua decisione di continuare nella mobilitazione popolare contro il governo golpista anche dopo il secondo negoziato andato fallito per il rifiuto del governo di Micheletti. L’assemblea ha anche deciso di proseguire nella sua lotta per la realizzazione di un’assemblea costituente che dia alla popolazione onduregna la possibilità di partecipare direttamente al governo del paese.

Per la terza volta il presidente del Costa Rica riprova nella mediazione tra le delegazioni di Zelaya e Micheletti. Terminano oggi le 72 ore che Oscar Arias aveva chiesto per evitare una guerra civile; per le 4 del pomeriggio è attesa una sua dichiarazione.

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La mediazione di Arias non ce la fa

[twitter coverage fitto e attento per tutta la durata dell’incontro a San Jose tra le delegazioni di Zelaya e di Micheletti]

La mediazione del presidente del Costa Rica non ha avuto effetti concreti: Oscar Arias ha dichiarato pochi minuti fa che rimangono 72 ore (di intenso lavoro diplomatico) per evitare una guerra civile e uno spargimento di sangue che la popolazione dell’Honduras non si merita.

UPDATE:

Nonostante dal primo di luglio siano soppresse numerose libertà individuali (come quelle di movimento, riunione), nonostante il coprifuoco e le perquisizioni e gli arresti senza mandato la mobilitazione popolare contro il golpe rimane molto alta.
Il Fronte nazionale contro il colpo di stato in Honduras, oltre a continuare i blocchi stradali e le marce di protesta, ha indetto uno sciopero generale per la prossima settimana.

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La riconciliazione in 7 punti: il documento di Oscar Arias sta facendo un giro anche nei twitter di chi in queste ore sta seguendo la vicende dell’Honduras.
(twitDoc via ameliarueda | twitter)

UPDATE:

”Estamos de acuerdo, pero siempre y cuando todos los poderes del Estado estén integrados en el nuevo Gobierno” (M. Zelaya - via Radio Globo)

Zelaya accetterebbe tutti e 7 i punti, Micheletti no, proprio a partire dal primo (il legittimo ritorno di Zelaya alla presidenza della repubblica fino alla conclusione naturale del suo mandato)

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