16 luglio: il viaggio di ritorno a casa di Kevinmcclure (via YouTube) è un’ottima fonte per capire l’entità delle manifestazioni di protesta che i sostenitori del presidente Zelaya stanno attuando in questi giorni in tutto l’Honduras.
In 13 brevi video (alcuni sono di poche decine di secondi) Kevin racconta dall’abitacolo della sua macchina il suo viaggio sulla freeway che collega  Puerto Cortés, il principale porto onduregno, con San Pedro Sula e Tegucigalpa.

Invadendo la corsia destinata all’altro senso di marcia (perché la normale corsia di percorrenza è bloccata dai camion) McClure si avvicina al ponte che deve attraversare per tornare a casa mentre la carreggiata si riempie progressivamente di dimostranti che bloccano definitivamente il flusso delle macchine (parte 4). A poche centinaia di metri dal ponte Kevin non sa più dove andare: la viabilità è bloccata anche in questo senso di marcia: il fumo nero di pneumatici che bruciano  sembrano avvertirlo da lontano che non si passa. Nel video successivo (parte 8) Kevin ha imboccato una strada sterrata sul lungo fiume: insieme ad altre macchine (c’è anche un autobus) guada il fiume (parte 10) ritornando sulla strada asfaltata. Nel penultimo filmato (parte 12 | anche sopra) nella stessa corsia dove viaggia Kevin, si vede la fila di macchine incolonnate nel senso opposto: nei secondi finali si nota uno striscione che sta appeso appeso su un cavalcavia “Estamos aqui porque confiamos en el trabajador hondureño”. Dalla radio della macchina si sente il ritornello di “Kill me Softly”.
Nell’ultimo video si vede Kevin che, contento d’essere passato, canta inquadrandosi per la prima volta.