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Nov 06

L’accordo “fracasado”

“Este acuerdo es letra muerta. Su incumplimiento (por parte de Micheletti) lo ha hecho fracasar”

Queste le parole, in un’intervista a radio Globo alcune ore fa, pronunciate dal presidente costituzionalmente eletto, Manuel Zelaya ancora dall’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa.
L’accordo, firmato il 30 di ottobre, al punto 5, prevedeva il reinsediamento del presidente deposto e la formazione di un governo di unità nazionale.

Anche il fronte di resistenza al golpe, in un suo comunicato, giovedi aveva ribadito che il ritorno al potere di Zelaya era uno dei punti fondamentali perché l’accordo, mediato da una commissione comprendente l’ex presidente cileno Ricardo Lagos e la ministra del lavoro statunitense Hilda Solís, potesse essere applicato.

Da parte sua il governo di Micheletti, intorno alla mezzanotte di ieri, ha invece annunciato la formazione di un suo governo di unità nazionale, senza la partecipazione di Zelaya e senza che ci sia stata una votazione da  parte del Congresso.

Mentre il tornado Ida, dopo aver attraversato il Nicaragua, si approssima alle frontiere onduregne, nubi ancora più scure si addensano sulle prossime ore: radio Globo sta dando notizia anche adesso di morti in seguito alla repressione della polizia nei confronti dei sostenitori del presidente Zealaya che continuano a manifestare e a protestare per la violazione dell’accordo.

Oct 30

Giampilieri (ME) un mese dopo la tragedia alluvionale che ha distrutto il paese. Abbandonati dai media, gli abitanti si chiedono: la nostra è una catastrofe di serie B?

Giampilieri (ME) un mese dopo la tragedia alluvionale che ha distrutto il paese. Abbandonati dai media, gli abitanti si chiedono: la nostra è una catastrofe di serie B?

Sep 23

Zelaya è ancora all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, senza luce nè acqua da diverse ore ormai.Il governo golpista ha ufficialmente dichiarato che non entrerà in territorio brasiliano ma ci sono voci che parlano di un blackout nazionale sia elettrico che telefonico previsto per questa notte.
E’ stato esteso ulteriormente il coprifuoco fino a domattina alle 6am.

Zelaya è ancora all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, senza luce nè acqua da diverse ore ormai.
Il governo golpista ha ufficialmente dichiarato che non entrerà in territorio brasiliano ma ci sono voci che parlano di un blackout nazionale sia elettrico che telefonico previsto per questa notte.

E’ stato esteso ulteriormente il coprifuoco fino a domattina alle 6am.

Sep 22

La situazione peggiora in Honduras, la polizia circonda l’ambasciata brasiliana dall’alba utilizzando gas lacrimogeni, dissuasori sonori e cariche per disperdere i sostenitori di Zelaya che manifestano in massa nonostante il coprifuoco.L’energia elettrica e qualsiasi altro approvigionamento è ancora sospeso in quella zona di Tegucigalpa.
I militari stanno circondando gli studi di radio e tv che ancora riescono a trasmettere notizie (anche via internet)
Zelaya in diretta su Radio Globo HN: la situazione si risolverà in queste ore, il tempo gioca a nostro sfavore.
Hillary Clinton durante il colloquio col presidente del Costa Rica Arias: “ora che il Presidente Zelaya è tornato sarebbe opportuno che torni in carica”

La situazione peggiora in Honduras, la polizia circonda l’ambasciata brasiliana dall’alba utilizzando gas lacrimogeni, dissuasori sonori e cariche per disperdere i sostenitori di Zelaya che manifestano in massa nonostante il coprifuoco.
L’energia elettrica e qualsiasi altro approvigionamento è ancora sospeso in quella zona di Tegucigalpa.

I militari stanno circondando gli studi di radio e tv che ancora riescono a trasmettere notizie (anche via internet)

Zelaya in diretta su Radio Globo HN: la situazione si risolverà in queste ore, il tempo gioca a nostro sfavore.

Hillary Clinton durante il colloquio col presidente del Costa Rica Arias: “ora che il Presidente Zelaya è tornato sarebbe opportuno che torni in carica

Manuel Zelaya è riuscito a tornare in Honduras ed è all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa.Il deposto presidente onduregno è riuscito a salutare i suoi sostenitori da un balcone, ha rilasciato interviste alla stampa straniera e conta di incontrare i rappresentanti della resistenza.Ma dopo la diffusione della notizia i militari hanno istituito un coprifuoco dalle 4pm fino alle 7am (in questo momento sono le 6.25pm) e la rete telefonica cellulare ha smesso di funzionare.
Micheletti interrompe i programmi radio-tv per parlare, afferma che Zelaya vuole ostacolare le elezioni di novembre e avverte il Brasile di non immischiarsi a queste vicende che sono interne e non internazionali.
Subito dopo è stata staccata l’energia elettrica nella zona dell’ambasciata brasiliana coinvolgendo anche diverse radio e canali tv.
Rappresentanti degli insegnanti proclamano uno sciopero generale fino a tempo indefinito.

Manuel Zelaya è riuscito a tornare in Honduras ed è all’interno dell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa.
Il deposto presidente onduregno è riuscito a salutare i suoi sostenitori da un balcone, ha rilasciato interviste alla stampa straniera e conta di incontrare i rappresentanti della resistenza.
Ma dopo la diffusione della notizia i militari hanno istituito un coprifuoco dalle 4pm fino alle 7am (in questo momento sono le 6.25pm) e la rete telefonica cellulare ha smesso di funzionare.

Micheletti interrompe i programmi radio-tv per parlare, afferma che Zelaya vuole ostacolare le elezioni di novembre e avverte il Brasile di non immischiarsi a queste vicende che sono interne e non internazionali.

Subito dopo è stata staccata l’energia elettrica nella zona dell’ambasciata brasiliana coinvolgendo anche diverse radio e canali tv.

Rappresentanti degli insegnanti proclamano uno sciopero generale fino a tempo indefinito.

Sep 18

Ci sono molti dubbi sulla reale presenza di Mousavi in piazza a Theran, riportati anche da autorevoli osservatori, e quindi che questa foto sia stata scattata oggi.In particolare non arrivano notizie dirette di una sua aggressione nè esistono video o foto del fatto, pur essendoci tantissimi documenti e video della giornata di oggi.L’unica a sostenere questa tesi è l’agenzia di stampa di stato iraniano IRNA, che ne parla per sostenere il fatto che la gente inferocita avrebbe aggredito il leader dell’opposizione e con questo significato viene propagandata anche un’altra foto da Mehr News (anch’essa non mostra nulla di rilevante, nè si vedono nastri o bandiere verdi, nè segni di vittoria intorno).La Reuters riprende questa velina del regime iraniano amplificandola su tutti i massmedia occidentali.In particolare sui TG italiani (RAI) hanno successivamente montato un servizio video con queste foto e un brevissimo filmato di Mousavi che cammina tra la folla riferendosi con certezza a questa aggressione.

Ci sono molti dubbi sulla reale presenza di Mousavi in piazza a Theran, riportati anche da autorevoli osservatori, e quindi che questa foto sia stata scattata oggi.
In particolare non arrivano notizie dirette di una sua aggressione nè esistono video o foto del fatto, pur essendoci tantissimi documenti e video della giornata di oggi.
L’unica a sostenere questa tesi è l’agenzia di stampa di stato iraniano IRNA, che ne parla per sostenere il fatto che la gente inferocita avrebbe aggredito il leader dell’opposizione e con questo significato viene propagandata anche un’altra foto da Mehr News (anch’essa non mostra nulla di rilevante, nè si vedono nastri o bandiere verdi, nè segni di vittoria intorno).
La Reuters riprende questa velina del regime iraniano amplificandola su tutti i massmedia occidentali.
In particolare sui TG italiani (RAI) hanno successivamente montato un servizio video con queste foto e un brevissimo filmato di Mousavi che cammina tra la folla riferendosi con certezza a questa aggressione.

Khatami (l’ex presidente riformista) scende in piazza.L’Onda Verde è tornata.
Arrivano notizie di scontri e arresti in tutta la città, l’arresto del nipote dell’influente ayatollah Montazeri e la voce che dopo la manifestazione Karroubi e Mousavi potrebbero essere arrestati.

Khatami (l’ex presidente riformista) scende in piazza.
L’Onda Verde è tornata.

Arrivano notizie di scontri e arresti in tutta la città, l’arresto del nipote dell’influente ayatollah Montazeri e la voce che dopo la manifestazione Karroubi e Mousavi potrebbero essere arrestati.

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Sep 07

Uno spazio restituito alla cittadinanza: la rete 3.32 pensa all’inverno

I ragazzi della rete 3.32, che costituisce - con lo spazio allestito nel parco Unicef di Via Strinella - uno dei pochi luoghi di aggregazione sociale accessibili in città, hanno bisogno di una sede per l’inverno.

La decisione si orienta verso uno stabile in disuso da anni, che fa parte dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

“Nei cinque mesi successivi al sisma il Parco Unicef ha ospitato centinaia di iniziative culturali ed artistiche e ha rappresentato un presidio permanente democratico per i cittadini aquilani. È stato il punto di incontro dei comitati cittadini nati spontaneamente dopo il sisma, ha spesso rappresentato l’unica alternativa per una socialità al di fuori delle logiche di mercato, sportello permanentemente aperto per i cittadini che avevano bisogno di risposte o semplicemente di ascolto.

L’autocostruzione di un medialab/internet point gratuito e accessibile per tutti, uno sportello legale, un punto di ascolto e aggregazione per le donne sono stati progetti che hanno animato questo parco rendendolo piazza di tutti, per tutti.

Decine di giovani e meno giovani hanno trovato qui accoglienza al di fuori dell’assistenzialismo della protezione civile e dei campi tenda, punto di ricovero per chi, rientrato nelle case del quartiere, aveva paura delle continue scosse.

L’arrivo dell’inverno e del freddo non può fermare queste attività.

Dopo reiterate richieste agli enti locali di uno spazio idoneo ad ospitare questa realtà ad oggi non abbiamo ricevuto risposte. Per questi motivi abbiamo deciso di recuperare uno stabile in disuso da tempo, all’interno del complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico dell’Aquila con l’intento di restituirlo alla collettività.

La legge 180/1978 da più di 30 anni ha imposto la chiusura degli ospedali psichiatrici. Una volta dimessi i pazienti, l’ospedale psichiatrico di Collemaggio ha attraversato anni di degrado e parziale utilizzo. Solo alcuni edifici prima del sisma sono stati utilizzati in maniera appropriata. Il Progetto Obiettivo per la tutela della salute mentale già dal 1994 sancisce che gli ex ospedali psichiatrici devono essere riqualificati, adibiti ad altro uso, venduti o affittati ed il ricavato deve essere devoluto per progetti sulla salute mentale. Questo è stato solo parzialmente fatto (vendita all’Accademia dell’Immagine o la riqualificazione di altri spazi ma adibiti esclusivamente ad uso sanitario).

Oggi più di ieri il processo di riqualificazione dell’ex Ospedale Santa Maria di Collemaggio non si può né si deve interrompere.  L’emergenza abitativa e di nuovi spazi pubblici e sociali è una priorità assoluta.

La migliore riqualificazione in un momento come questo è quella di aprire spazi per la cittadinanza, far rivivere un posto altrimenti morto.

Ci impegniamo entro 14 giorni a presentare il progetto tecnico, ad affrontare le spese per la messa in sicurezza dello stabile e quelle l’esecuzione del progetto. Siamo anche disponibili a concordare un affitto purchè il ricavato vada esclusivamente a progetti per la salute mentale come definito dal suddetto Progetto Obiettivo sulla salute mentale.

Vorremmo attivare collaborazioni con il Dipartimento di Salute Mentale per gestire insieme agli utenti psichiatrici attività socializzanti e risocializzanti, progetti volti all’integrazione sociale e lavorativa di tutte le persone. In un momento in cui i campi tenda vengono smantellati, la protezione civile dà chiaro  segnale della fine dell’assistenza, e a molti aquilani viene offerta come unica alternativa la deportazione in altre città e province, troviamo normale e sano poter continuare a vivere e a far vivere questa città con le risorse umane e materiali che ancora possiede. Vogliamo restare per contribuire alla rinascita sociale del territorio. Solo così è possibile una ricostruzione partecipata, senza perdere la dignità. Un piccolo segnale di cittadini e cittadine che si riprendono la città.”

Rete 3.32

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Sep 04

L’Aquila verso l’inverno

Come previsto, con l’arrivo di settembre è iniziato il lento smantellato delle tendopoli che si trovano nell’Aquilano. Una di queste è la tendopoli di San Giovanni di Lucoli, un piccolo paese di montagna. La cosa ridicola è che, a quanto riferiscono gli sfollati, i lavori di manutenzione più grossi sono stati effettuati a ridosso della chiusura: canali di scolo puliti, restauri alla cucina, asfaltatura, montaggio dell’ombreggiante. Oltretutto le C.A.S.E. da costruirsi nel comune di Lucoli sono ancora lontane dall’essere pronte: i tre siti in cui costruirli sono stati individuati da poco, e pare che i lavori siano iniziati in uno solo.

A L’Aquila ormai l’inverno si avvicina: moltissime persone si stanno arrangiando con i propri mezzi, acquistando casette prefabbricate, container, risistemando i garage per renderli abitabili. Purtroppo le C.A.S.E. e i posti letto della Caserma della Guardia di Finanza non basteranno per tutti coloro che non hanno la casa agibile, oppure agibile ma non abitabile, quindi tanti saranno costretti a utilizzare sistemazioni di fortuna.

Sep 03

Il deposto presidente onduregno Zelaya ha incontrato oggi a Washington il Segretario di Stato Hillary Clinton.
Il Dipartimento di Stato USA ha già definito come “golpe” la vicenda ma sta valutando l’ipotesi di classificarla ufficialmente come “colpo di stato militare”.
In tal caso, oltre ai tagli commerciali già decisi e a ritorsioni diplomatiche, verrebbero tagliati la maggior parte dei rapporti commerciali bilaterali.
Queste sanzioni però non coinvolgerebbero gli aiuti classificati come umanitari e i fondi utilizzati per sostenere la democrazia nel mondo.
Gli USA hanno in Honduras una base aerea militare utilizzata fino ad oggi per missioni umanitarie e di addestramento.

Aug 27

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Aug 07

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Aug 04

Il Marocco ama il suo Re…

Il Marocco ama il suo re. Lo dice un sondaggio, censurato però nel regno. L’indagine è stata portata a termine da una società franco-marocchina e pubblicata sul quotidiano francese Le Monde e su due riviste nazionali: la francofona e indipendente Tel Quel e il suo equivalente arabo Nichane.

Almeno centomila copie sono state ritirate dalle autorità nazionali alla loro comparsa nelle edicole e il giornale francese di lunedì è stato vietato. Doveva essere il primo sondaggio nella storia del Nord Africa: «Le peuple juge son roi», il popolo giudica il suo re, era il titolo di copertina di Tel Quel, accanto a una foto di Mohammed VI sorridente.